Conversational Presentation     …cos’è?

18 Gennaio 2019

Avete mai sentito queste parole? Conversational Presentation

La traduzione in italiano (presentazioni conversazionali) non è il massimo… perciò in questo articolo le lasceremo in inglese.

Partiamo dal problema da affrontare: presentazioni poco accattivanti che portano il pubblico a distrarsi facilmente. Risultato: tempo male impiegato… Affrontiamo qui questo problema suggerendo, come soluzione, una tecnica moderna, funzionale e vincente, la cosiddetta  Conversational Presentation.

In due parole: coinvolgendo il nostro pubblico nell’interazione, nella conversazione durante la nostra Presentazione, aumenteremo le possibilità di successo dell’intero evento; i partecipanti saranno portati a memorizzare l’esperienza e noi raggiungeremo i nostri obiettivi.

A inizio evento

Premesso che gli argomenti della nostra Presentazione saranno stati scelti in base alle esigenze e ai bisogni dei partecipanti, sarà bene coinvolgere da subito il nostro pubblico: sarà la platea stessa ad indicarci quali, tra quelli da affrontare, saranno per loro gli argomenti più interessanti, più importanti. L’utilizzo del software Prezi ovviamente aiuta in questo, in quanto ci rende liberi di scegliere a quale argomento dare priorità, senza l’obbligo di seguire una linearità, come invece avviene utilizzando software tradizionali e assai meno flessibili come power point o keynote.

La tecnica della Conversational Presentation (che è qualcosa di diverso dal parlare in pubblico) è perciò quella di adattare il flusso dei contenuti alle segnalazioni e alle indicazioni che riceviamo dai nostri interlocutori (interlocutori, non ascoltatori ).
Lasciamo dunque che sia il nostro pubblico a influenzare il corso della presentazione

Usciamo perciò dalla prassi “Le domande alla fine”, in quanto questo ci chiuderebbe la strada; “cavalchiamo” piuttosto domande e interventi creando così un percorso ad-hoc.  Questo significa trattare la Presentazione in modo non-lineare e certamente più accattivante.

Partecipazione

Con la partecipazione attiva il pubblico sarà coinvolto e la soglia della sua attenzione aumenterà.
Un ottimo esempio di inizio incontro potrebbe essere porre domande al pubblico come: “Quale di questi argomenti vorreste approfondire maggiormente?”, “Quale tra i nostri prodotti è quello di vostro maggiore interesse?”, “Qual è la vostra soluzione ideale per…?” e altre simili.  Questo porterà il relatore a capire meglio il proprio pubblico e dedicare così più tempo agli argomenti e alle problematiche che stanno più a cuore agli intervenuti.

Questa interazione tra presentatore e pubblico aiuterà a tenere alta l’attenzione di tutti.
Certamente la conversazione dovrà essere “gestita”, per portare il focus sugli argomenti chiave a beneficio dei partecipanti.
Più saranno gli interventi del pubblico e più facile sarà per tutti non cadere nel tranello della noia o della distrazione (con smartphone e tablet sempre a portata di mano…).

Un approccio attento

Non è una notizia se diciamo che la parte della nostra Presentazione che riguarda il “chi siamo” (in caso di presentazioni aziendali, ad esempio) non è certo la più interessante per i partecipanti…
Ecco, la Conversational Presentation ha un approccio diverso, che potremmo definire “più attento” alle esigenze dei partecipanti.
Non dovremo più dedicare minuti preziosi a spiegare in quale anno sia nata la nostra Azienda o quanti impiegati abbia (a loro, in fondo, questo interessa?); al contrario, zoomeremo subito sulle informazioni che i nostri ascoltatori vorranno sentire per prime… quelle che li porteranno a prendere le decisioni.

Flessibilità

Applicando la Conversational Presentation lo speaker potrà spostarsi facilmente da un argomento all’altro, in qualsiasi ordine. Questo processo, questa tecnica è assai più funzionale e “attraente” rispetto a quella di un flusso pre-ordinato (e non modificabile), che porta da un punto A a un punto Z…
Insomma, l’ideale potrebbe essere arrivare alla conclusione della Presentazione senza che gli ascoltatori si siano accorti di aver scorso tutti gli argomenti…  senza che nessuno abbia notato il numero della slide (che in Prezi non esiste!), senza insomma aver partecipato in modo annoiato e anonimo.
Un’unica Presentazione Prezi peraltro può essere sfruttata per più scopi… Facciamo l’esempio di una Ditta che debba presentare i suoi nuovi prodotti sia alla forza vendite che ai clienti.
Ebbene, la stessa Presentazione, condotta in modo differente, può contenere tutte le informazioni necessarie (e possiamo anche nascondere visivamente alcuni argomenti, decidendo di volta in volta cosa mostrare e cosa no).

Memorabili

Facendo partecipare il nostro pubblico alla Presentazione raggiungeremo un altro importante risultato: quello di aumentare enormemente le possibilità di essere ricordati… chi ascolta infatti, se coinvolto, è portato a memorizzare meglio perché si sente “parte in causa”, “partecipante” e non semplice spettatore, avendo contribuito fattivamente alla scelta e alla discussione dei contenuti.
Maggiore è la connessione tra presentatore e pubblico, e perciò l’empatia tra loro, maggiore è l’emozione suscitata. E ricordiamoci che l’emozione porta alla memorizzazione. Nel caso poi di una presentazione commerciale, teniamo presente che emozione + fiducia = scelta
In un mondo come quello in cui viviamo dove siamo continuamente bombardati da moltissimi contenuti multimediali, essere ricordati nel tempo per la nostra Presentazione Prezi è obiettivo non da poco… e questo non vale solo per le presentazioni aziendali, ma per qualsiasi.

Diamo perciò spazio ai nostri invitati

Oggi le persone vogliono porre domande ed esprimere il loro punto di vista… Vogliono che si parli dei problemi e possibilmente ricevere risposte, vogliono essere ascoltati a dovere. Questo è possibile, anzi è proprio indotto, dalla Conversational Presentation.

Ricordiamoci sempre che il fulcro della Presentazione non siamo noi, ma è il nostro pubblico! Noi siamo lì per loro e non viceversa…
Le generazioni cresciute nell’era di Internet sono abituate all’interazione, allo scambio di punti di vista, perciò più andiamo avanti e più troveremo utile strutturare le nostre Presentazioni come “conversazioni”.

Non “perdiamoci” il nostro pubblico…

Per un presentatore, per uno speaker, non c’è nulla di peggio che vedere il proprio pubblico con lo sguardo perso nel vuoto oppure intento a “smanettare” sullo smartphone… Viviamo in un mondo dove l’attenzione prestata a ciò che accade nelle vicinanze è spesso incostante o minima. Questo fenomeno si chiama phubbing, uno sgradevole acronimo che sta per phone (telefono) e snubbing (snobbare)…: si tratta proprio della disattenzione delle persone per quello che succede intorno a loro, completamente assorte nell’utilizzo dello smartphone.
Noi relatori, dovendo conquistare questa attenzione, abbiamo necessità di cambiare costantemente l’argomento discusso per far rimanere il pubblico interessato e coinvolto.
Statisticamente ogni 10′ l’attenzione cala, in modo naturale. Noi, dando ritmo alla nostra Presentazione, variando le argomentazioni e l’esposizione, puntiamo a tenere quella attenzione alta…

Applicando la Conversational Presentation  lo speaker riesce diventare lui stesso la vera distrazione per i suoi ospiti!

Meno pressioni per chi presenta

Chi ascolta una presentazione “a memoria” può percepire una certa padronanza della materia, ma al tempo stesso questa pratica può anche portare a spiacevoli inconvenienti, come dimenticanze o inciampi…  Al contrario la Conversational Presentation genera un approccio più naturale e spontaneo, favorendo una migliore atmosfera durante l’evento. Si lascia perciò spazio a discussioni improvvisate così come ad approfondimenti…
Rischio di perdere il filo? Rischio di essere portati fuori tema? Certo, esiste. Ma esercitandoci sapremo trovare sempre il modo di riportare la discussione sulla “strada giusta”, sul percorso ideale, che sarà sempre quello che interessa la maggioranza dei nostri ospiti.

Suggerimenti, consigli, raccomandazioni

Qualche suggerimento-flash per chi vorrà migliorare le sue Presentazioni dopo aver letto queste righe:

1) Lavoriamo sulle nostre “presentation skills” sulle nostre attuali capacità di parlare in pubblico, sia come presentatori sia come “conversatori”. Confrontiamoci con amici, colleghi, proviamo le nostre Conversational Presentations  senza presumere di “sapere già tutto”.  E lavoriamo sui nostri punti deboli. Eventualmente registriamo la nostra voce e individuiamo i nostri errori riascoltandoci.

2) Durante la Presentazione prestiamo attenzione agli interventi; questi ci daranno modo di portare la conversazione verso i temi più importanti per il nostro pubblico, e di conseguenza per noi.

3) Non proviamo a scimmiottare nessuno… la nostra unicità, il nostro “essere noi stessi” renderà la Presentazione unica.

4) Non diamo per scontato che “Tutto andrà bene”, non presumiamo l’andamento dell’evento… “Intanto so già cosa vogliono sentirsi dire”… Al contrario, prepariamoci a dovere.

5) Nel caso l’evento preveda un pubblico molto numeroso, la Conversational Presentation  si potrà sempre attuare. Come? Lanciando sondaggi online. Grazie a un semplicissimo software gestito via smartphone potremo, di tanto in tanto durante la Presentazione, inviare domande-sondaggio ai partecipanti o chiedere di postare domande. In questo modo avremo un’interazione continua col pubblico, che gradirà questo piacevole diversivo, sicuramente divertente…

E con questo è tutto…
Happy presenting“ da Davide, luzzpresents: