Powerpoint ci ha resi stupidi?

Un articolo dell’estate scorsa apparso sul “The Post” ci parla di un intervento del 2003 di uno studioso di statistica statunitense, dell’Università di Yale

29 Dicembre 2023

Chiaramente questo titolo, da me riportato quasi fedelmente dall’articolo originale, è una piccola provocazione… ma se leggete fino in fondo vi accorgerete che non è poi così esagerato.

In effetti noi che “viviamo di comunicazione”, noi che “mastichiamo presentazioni” continuamente, siamo particolarmente attenti a questi argomenti e quando i media escono con titoli del genere vale la pena approfondire e in questo blog, condividere. Ecco perciò a seguire quanto tratta quell’articolo.

Nel 2003, l’esperto di statistica Edward Tufte dell’Università di Yale

guadagnò notorietà con un pamphlet intitolato “The Cognitive Style of PowerPoint“. Lo studio sosteneva che il software PowerPoint semplificasse eccessivamente le informazioni, portando a gravi errori di comunicazione, come nel disastro dello space shuttle Columbia.

L’incidente dell’1 febbraio 2003 rivelò che una presentazione densa di informazioni aveva evidenziato la fragilità dell’ala dello shuttle, ma a causa del formato di PowerPoint, non fu compresa correttamente dai funzionari della NASA. Questo sollevò preoccupazioni sull’uso problematico del software, ottenendo risonanza su diverse piattaforme mediatiche e portando persino Jeff Bezos a proibirne l’uso in Amazon.

Nonostante le critiche, PowerPoint mantenne la sua popolarità, influenzando il modo in cui istituzioni e aziende organizzavano e trasmettevano le informazioni. Tuttavia, le preoccupazioni sulla sua capacità di limitare l’intelletto e la qualità delle presentazioni persistettero nel tempo. Tufte sostiene che, sebbene non renda le persone stupide, il software generi presentazioni di scarsa qualità, danneggiando il pubblico.

Figure di spicco come Steve Jobs hanno bandito PowerPoint da alcune riunioni aziendali, definendolo una minaccia.

Tufte sostiene che non saprebbe dire se PowerPoint ha veramente contribuito a rendere più stupide le persone,

ma è fortemente convinto del fatto che ha moltiplicato il numero di presentazioni di scarsa qualità: è un programma comodo per chi presenta e scomodo e dannoso per il suo pubblico.

Studi successivi hanno mostrato che PowerPoint non riduce effettivamente la capacità cognitiva, ma imposta standard rigidi sulla presentazione delle informazioni, privilegiando gli elenchi puntati e influenzando l’ambiente fisico delle presentazioni.

In sintesi, sebbene non abbia dimostrato di rendere le persone meno intelligenti, l’impatto di PowerPoint sulla qualità delle presentazioni e sul modo in cui le informazioni vengono trasmesse è stato significativo nel corso degli anni. La sua popolarità persiste, ma le preoccupazioni circa la sua efficacia e il suo impatto sulla comunicazione rimangono dibattute e oggetto di studio.

Dal mio personale punto di vista posso aggiungere che Powerpoint,

per quanto strumento sofisticato, completo e certamente leader in questo campo, può diventare uno strumento poco efficace se usato in modo “banale”.

Il problema è che la maggior parte delle aziende e dei professionisti lo usa in tal modo, rendendo le proprie presentazione se non noiose per lo meno “standard”.

Invece la comunicazione deve vivere di idee originali, e non parliamo qui solo di pubblicità, ma intendiamo anche la presentazione, a tutti gli effetti un momento chiave per trasmettere informazioni e dati ai partecipanti.

È per questi suddetti motivi che noi preferiamo un software alternativo come Prezi, che non ci “imbriglia” e non ci obbliga ad utilizzare quei noiosi punti elenco, ma al contrario ci aiuta a liberare la nostra fantasia per realizzare presentazioni più coinvolgenti, attraenti e di conseguenza efficaci.

Se vuoi apprendere l’utilizzo di Prezi e se vuoi acquisire nuove tecniche per migliorare le tue presentazioni, consulta questa pagina del sito o contattami via whatsapp: 328-706.2365

E secondo te… è vero che, in qualche modo “Powerpoint ci ha resi stupidi”?